domenica 6 aprile 2008

Vallone del Piantonetto (TO) - Rifugio Pontese

Dopo l'arrampicata di ieri, l'uscita tranquilla di oggi si e` fatta apprezzare, anche se forse e` stata un po' troppo tranquilla... un po' troppo "slow".
Era un po' di tempo che volevo ficcare il naso nel vallone del Piantonetto, uno dei paradisi dell'arrampicata e dell'alpinismo piemontese, con montagne mitiche come il Becco di Valsoera ed il Becco meridionale della Tribolazione, quindi con la domenica davanti da organizzare mi son detto "perche` non andare in perlustrazione facendo una bella sgambata tra amici ?". Cosi`riformata la pattuglia con Laura, Monica e Bruno, ci siamo diretti al Piantonetto con tutta la calma di cui siamo capaci... partenza in orario che farebbe inorridire qualsiasi alpinista e tappa caffe` allungata con acquisti di cibarie (un disastro per qualsiasi gita anche solo semi-seria). Lasciata la macchina poco sotto la diga del lago Teleccio, in capo ad un'ora siamo giunti al Rifugio Pontese con l'intenzione di proseguire per la Piana delle Muande e magari dirigerci al Passo dei Becchi, purtroppo l'ora abbastanza tarda e le prime nuvole sospinte da un discretamente forte vento ci hanno consigliato di mangiar qualcosa e di ritornare alla macchina. Che invidia veder arrivare tanti sci-alpinisti felici per le belle gite in buone condizioni di neve, forse prossimamente... chissa`.
Tornati alla macchina ci siamo accorti che il vento aveva completato la sua opera nefasta di coprire la bella vista delle montagne che contornano il Vallone, peccato... ma questo e` solo un arrivederci a presto, nel senso che uno dei prossimi obbiettivi sara` il Becco di Valsoera, promesso!
Alla prossima folks!

sabato 5 aprile 2008

Rocca Sbarua (TO) - Via Cinquetti

Ecco che appena prima di "attaccare" la via ci giriamo e... lo spettacolo si rinnova, ogni volta che guardo l'imponenza delle montagne, non importa dove sono, sento quasi tangibile l'emozione che danno, ed in pieno stile "Slow mountaineering" cerco quest'emozione nei momenti piu` diversi, quando faccio colazione, mentre sono in auto e soprattutto quando giungo in cima o sono in sosta nel bel mezzo di una via.
Oggi l'occasione si e` presentata e ripresentata alla famosa (soprattutto per i piemontesi) Rocca Sbarua, teatro delle gesta di importanti scalatori tra i quali su tutti "svetta" per stile personale e approccio critico, Gianpiero Motti, scrittore e giornalista del quale trovo emblematico il libro "I falliti", una raccolta dei suoi pensieri in sintonia con la sua crescita come uomo e come alpinista.
Di questa uscita devo ringraziare l'amico Gianni che ha insistito per farmi inserire nel "curriculum" la via Cinquetti, una classica della Sbarua, per i pricipianti come il sottoscritto, la quale si fa` apprezzare grazie al susseguirsi di placche e diedri oltre ad un tettuccio ed a un bel traverso su difficolta` accettabili.
L'occasione e` stata anche ghiotta per i "primi passi" nell'attrezzare una via, la Cinquetti e` gia` attrezzata direte Voi, ma la chiodatura "classica" - un po' lunga - da` licenza di piazzare un friend qua, per limitare i danni di una caduta, oppure uno la` per rendere piu` sicuro un traverso al secondo di cordata, e nel frattempo imparare...
L'arrivo in "cima" e` sempre motivo di soddisfazione, spesso la pace che si gode e` impagabile ed i silenzi si ricordano, purtroppo questa volta la poesia e` stata rovinata da un essere petulante, sai a chi mi riferisco vero Gianni (ovvio che non sei tu) ?!?!?
E peccato che questa volta mancasse qualcuno...
Alla prossima folks!
Rob