
Oggi l'occasione si e` presentata e ripresentata alla famosa (soprattutto per i piemontesi) Rocca Sbarua, teatro delle gesta di importanti scalatori tra i quali su tutti "svetta" per stile personale e approccio critico, Gianpiero Motti, scrittore e giornalista del quale trovo emblematico il libro "I falliti", una raccolta dei suoi pensieri in sintonia con la sua crescita come uomo e come alpinista.
Di questa uscita devo ringraziare l'amico Gianni che ha insistito per farmi inserire nel "curriculum" la via Cinquetti, una classica della Sbarua, per i pricipianti come il sottoscritto, la quale si fa` apprezzare grazie al susseguirsi di placche e diedri oltre ad un tettuccio ed a un bel traverso su difficolta` accettabili.
L'occasione e` stata anche ghiotta per i "primi passi" nell'attrezzare una via, la Cinquetti e` gia` attrezzata direte Voi, ma la chiodatura "classica" - un po' lunga - da` licenza di piazzare un friend qua, per limitare i danni di una caduta, oppure uno la` per rendere piu` sicuro un traverso al secondo di cordata, e nel frattempo imparare...
L'arrivo in "cima" e` sempre motivo di soddisfazione, spesso la pace che si gode e` impagabile ed i silenzi si ricordano, purtroppo questa volta la poesia e` stata rovinata da un essere petulante, sai a chi mi riferisco vero Gianni (ovvio che non sei tu) ?!?!?

E peccato che questa volta mancasse qualcuno...
Alla prossima folks!
Rob