sabato 5 aprile 2008

Rocca Sbarua (TO) - Via Cinquetti

Ecco che appena prima di "attaccare" la via ci giriamo e... lo spettacolo si rinnova, ogni volta che guardo l'imponenza delle montagne, non importa dove sono, sento quasi tangibile l'emozione che danno, ed in pieno stile "Slow mountaineering" cerco quest'emozione nei momenti piu` diversi, quando faccio colazione, mentre sono in auto e soprattutto quando giungo in cima o sono in sosta nel bel mezzo di una via.
Oggi l'occasione si e` presentata e ripresentata alla famosa (soprattutto per i piemontesi) Rocca Sbarua, teatro delle gesta di importanti scalatori tra i quali su tutti "svetta" per stile personale e approccio critico, Gianpiero Motti, scrittore e giornalista del quale trovo emblematico il libro "I falliti", una raccolta dei suoi pensieri in sintonia con la sua crescita come uomo e come alpinista.
Di questa uscita devo ringraziare l'amico Gianni che ha insistito per farmi inserire nel "curriculum" la via Cinquetti, una classica della Sbarua, per i pricipianti come il sottoscritto, la quale si fa` apprezzare grazie al susseguirsi di placche e diedri oltre ad un tettuccio ed a un bel traverso su difficolta` accettabili.
L'occasione e` stata anche ghiotta per i "primi passi" nell'attrezzare una via, la Cinquetti e` gia` attrezzata direte Voi, ma la chiodatura "classica" - un po' lunga - da` licenza di piazzare un friend qua, per limitare i danni di una caduta, oppure uno la` per rendere piu` sicuro un traverso al secondo di cordata, e nel frattempo imparare...
L'arrivo in "cima" e` sempre motivo di soddisfazione, spesso la pace che si gode e` impagabile ed i silenzi si ricordano, purtroppo questa volta la poesia e` stata rovinata da un essere petulante, sai a chi mi riferisco vero Gianni (ovvio che non sei tu) ?!?!?
E peccato che questa volta mancasse qualcuno...
Alla prossima folks!
Rob